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Approvato l’ordine del giorno per il potenziamento degli alloggi universitari

Immagine del redattore: Francesco M. Giacopetti
Francesco M. Giacopetti
26 mag
Tempo di lettura: 1 min

Il Consiglio Comunale di Perugia ha approvato ieri l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Lorenzo Mazzanti e Cesare Carini del Gruppo Pensa Perugia sul potenziamento dell’offerta abitativa per gli studenti universitari.


«L’atto - spiegano i consiglieri - impegna la sindaca e la Giunta a sollecitare Adisu e Regione Umbria affinché vengano completati rapidamente i lavori delle residenze di via Faina, oggi ancora chiuse, con il conseguente recupero di 166 posti letto fondamentali per gli studenti fuori sede».


«In una città universitaria come Perugia - proseguono Mazzanti e Carini - il diritto allo studio passa necessariamente anche dalla possibilità di accedere a un alloggio dignitoso, sicuro e sostenibile economicamente. Oggi la domanda supera in maniera evidente l’offerta disponibile e questo rischia di penalizzare soprattutto gli studenti più fragili e quelli provenienti da altre regioni».


L’ordine del giorno «evidenzia infatti come, nell’anno accademico 2023/2024, a fronte di oltre 1.370 studenti idonei all’assegnazione di un posto letto, i posti disponibili siano stati poco più di mille».


«Con il documento approvato, il Comune viene inoltre impegnato a promuovere un piano comunale per l’espansione dell’edilizia universitaria, anche attraverso il recupero di immobili dismessi e la collaborazione tra pubblico e privato, favorendo la partecipazione a bandi nazionali ed europei dedicati».


Perugia «deve tornare a investire concretamente nella sua vocazione universitaria perché una città capace di accogliere studenti è una città più viva, dinamica e attrattiva. Servono programmazione, investimenti e un confronto costante con le rappresentanze studentesche».


L’atto «prevede infine che il Comune riferisca periodicamente al Consiglio Comunale sull’evoluzione della situazione abitativa universitaria e sulle iniziative intraprese a sostegno del diritto allo studio».

 
 
 

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